Si è riunito giovedì 24 maggio, presso l’Hotel Royal Continental di Napoli, il Comitato di Sorveglianza del POR Campania FSE 2014-2020, fondamentale momento di confronto per la verifica dell’attuazione del Programma e per discutere dei progressi compiuti.

Attorno al tavolo i rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive e del Lavoro (ANPAL), l’Autorità di Gestione del POR Campania FSE, la responsabile della Programmazione Unitaria, una rappresentanza della Giunta della Regione Campania.

In sintesi, è stata presentata, e approvata, la Relazione di Attuazione Annuale (RAA) del 2017 in cui le principali iniziative programmate hanno riguardato le politiche occupazionali, la promozione dei servizi di cura della prima infanzia, il rafforzamento del capitale umano, la semplificazione amministrativa. I lavori sono proseguiti con l’informativa sullo stato di avanzamento del Programma Operativo. Nei primi mesi del 2018 lo stato di attuazione del POR Campania FSE 2014-2020 ha registrato un ulteriore avanzamento rispetto al 2017. Sono state, infatti, programmate nuove risorse per oltre 113 milioni di euro raggiungendo un importo complessivo pari a circa il 72% del totale delle risorse disponibili del Programma. Sono stati pubblicati nuovi dispositivi attuativi per oltre 37 milioni di euro e sono stati ammessi a finanziamento ulteriori progetti per oltre 31 milioni di euro.

“In Campania siamo a buon punto con la certificazione della spesa – ha sottolineato nel suo intervento Maurizio Corradetti della Commissione Europea, – e ci sono buone possibilità di raggiungere il target prefissato al 31 dicembre. Il mio consiglio è di accelerare per non arrivare al traguardo con il fiato corto”.

“Gli indicatori hanno dimostrato che da gennaio ad oggi – ha evidenziato l’assessore ai Fondi europei della Regione Campania Serena Angioli – il trend di spesa è cresciuto in modo significativo. Vorrei, però, sottolineare un altro aspetto importante che sta maturando tra fondi europei. In alcuni ambiti come la ricerca, l’occupazione e la formazione, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) ed il Fondo Sociale Europeo (FSE) iniziano a camminare in modo integrato”.

foto Massimo Pica

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